Urge manifestazione contro Boccassini & Co.

E’ necessario che le istituzioni e in particolare i tribunali della nostra scombinata Repubblica non adottino più la definizione di prostitute o di escort. Lì siamo di fronte a una donna e a un uomo, non a dei feticci buoni per plateali punizioni. Ma la Boccassini e i giudici di Milano sono mai andati in una discoteca ad assistere alle danze dei giovani? In tutte le discoteche si fa la lap dance. Qui siamo di fronte a un nuovo caso Sacco e Vanzetti. Solo che non siamo più nel 1891! di Elvira Banotti
24 AGO 20
Immagine di Urge manifestazione contro Boccassini & Co.
E’ necessario che le istituzioni e in particolare i tribunali della nostra scombinata Repubblica non adottino più la definizione di prostitute o di escort. Lì siamo di fronte a una donna e a un uomo, non a dei feticci buoni per plateali punizioni. Ma la Boccassini e i giudici di Milano sono mai andati in una discoteca ad assistere alle danze dei giovani? In tutte le discoteche si fa la lap dance. Qui siamo di fronte a un nuovo caso Sacco e Vanzetti. Solo che non siamo più nel 1891! E’ vero che i tribunali sono ancora tributari di quella stessa mentalità indegna che noi femministe abbiamo in parte demolito durante gli anni in cui venivano assolti gli stupratori e ha accusato la donna come responsabile di quell’assalto ereditato dalla storia e amalgamato dalle istituzioni. Ricordiamoci che Camillo Benso conte di Cavour è sempre citato in modo acritico dal presidente della Repubblica Napolitano, riconoscendolo come padre della patria quando invece è stato ideatore e organizzatore di lager “case chiuse”, facendo imprigionare migliaia di donne sulle quali gli uomini allegramente rovesciavano la propria violenza. Mondo disumano che invece viene ottusamente celebrato dal mondo politico.
Legga Napolitano il libro scritto da Enrichetta Caracciolo intitolato “I misteri del chiostro napoletano”. Ricorda che furono proprio gli organizzatori del Risorgimento a disporre l’arresto di migliaia di giovani donne fuggite da padri violenti e da conventi di clausura per poi schedarle e rinchiuderle nelle case chiuse.
Anche l’attuale Costituzione si premurò di conservare quei ladri dal ’48 fino al 1951 ostacolando per ben cinque anni la deputata Lina Merlin. Dunque il concetto di uguaglianza tra i sessi. Conquistato dalla Merlin e non dei cosiddetti padri costituzionalisti! Ricordiamoci anche degli anni in cui Fellini, incoraggiato da Montanelli, si era candidato per l’arredamento artistico delle case chiuse. Tutti inneggiavano anni or sono a questa terrificante idea. Anche il presidente Giorgio Napolitano si lanciò in una considerazione che io rintracciai su un giornale che conservo. Di fronte alle plateali dichiarazioni fatte da alcune donne legate a un imprenditore barese Napolitano dichiarò: “Almeno nel passato quelle donne erano molto discrete”. E non trascuriamo il fatto che l’onorevole Livia Turco insieme con altre deputate il 2 settembre del 2000 presentò un progetto di legge per istituire la prostituzione attraverso cooperative dette “di servizio”, alla brutalità aggiungo io. In quell’epoca ci fu una gara a chi presentasse le proposte più offensive!
Per ultimo voglio ricordare a Giuliano Ferrara che preferisce che l’etica della libertà sia pilotata da Platone e Aristotele e sant’Agostino, gli ricordo che sant’Agostino affermava: “Quelle donne sono come le cloache della città…”. Cancello il seguito perché è disgustoso. Fa parte di quella sclerosi che ritrovo oggi identica in tutto il processo svolto dal tribunale di Milano.
Crediamo che sia ora di mettere fine a un copione che consente ai tribunali di fare secondo scopi appariscenti terra bruciata intorno a una sola persona riconfermando il lato peggiore dell’istituzione giudiziaria che contribuisce a un deterioramento della realtà dimostrando di privilegiare il diritto a vedere solo ciò che serve. Nessuna mutazione è avvenuta nel cosiddetto diritto civile e penale, utile soltanto a riconfermare una violenza istituzionalizzata e offensiva per le donne. Perciò noi femministe dovremmo organizzare una manifestazione contro Ilda Boccassini e contro le tre magistrate.
di Elvira Banotti